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Cercando Bach a Cromer

Molo di Cromer con Pavilion Theatre e gabbiano in volo, Norfolk, Inghilterra
Il molo di Cromer, Norfolk — giugno 2026

Cercando Bach a Cromer

Tra storia, paesaggi e piante

Viaggio di ricerca — Giugno 2026
Mappa illustrata dei luoghi di Edward Bach a Cromer: St Mary's Road, Brunswick Terrace, Felbrigg Hall, Roman Camp, East Runton, Cromer Lighthouse e Overstrand
Mappa narrativa del viaggio — non in scala. I punti con "?" indicano ipotesi non confermate da fonti storiche; le informazioni combinano fonti storiche (Nora Weeks, Bach Centre) e osservazione diretta durante il viaggio del 2026.
Nota dell'autrice: questo articolo nasce da un viaggio di ricerca svolto a Cromer nel giugno 2026. Distingue volutamente tra fonti documentarie, osservazioni dirette e impressioni personali, che sono sempre indicate come tali.

I. La promessa di settembre

Quasi un secolo fa Edward Bach camminava questi sentieri in cerca non di piante nuove — le conosceva, avevano già un nome botanico — ma di un valore terapeutico ancora sconosciuto. Io li ho percorsi portando con me le pagine di Weeks, di Tabor e le guide del museo. Cercavo conferme. Ho trovato anche domande — e la sensazione di quanto, di quel paesaggio, fosse davvero rimasto.

Sono tornata da Cromer da pochi giorni. Non con delle certezze, ma con qualcosa di più prezioso: un paesaggio che ora ha un corpo, un odore, una luce precisa — non più soltanto le pagine di Nora Weeks e i racconti di Mary Tabor, ma sabbia, ginestrone (Gorse), il sale sulle labbra.

Un anno fa, in un post di settembre, avevo anticipato l'idea di questa esplorazione: seguire le orme del Dr Bach fino a Cromer, non per raccontare una biografia già scritta altrove, ma per vedere con i miei occhi cosa restasse di quel paesaggio. Quella promessa, oggi, è mantenuta.

Non avevamo un programma fisso. Solo le fonti già studiate. E la libertà di cercare, cambiare programma, anche sbagliare sentiero, guardare più a lungo dove qualcosa catturava l'attenzione. È stata proprio questa libertà, credo, ad amplificare ogni piccola scoperta — la sorpresa contava quanto la conferma.

II. Le due case, una targa, un secolo di silenzio

Cromer accoglie ancora Edward Bach in due indirizzi precisi: 4 St Mary's Road, dove soggiornava nei mesi non invernali, e 4 Brunswick Terrace, la residenza d'inverno — così riporta il Cromer Museum nella sua guida ufficiale:

"Dr Bach came to Cromer in 1930 and stayed in two houses several months a year" "Il Dr Bach venne a Cromer nel 1930 e soggiornò in due case, diversi mesi all'anno" Cromer Museum, Guide n.19

Oggi la targa blu del Cromer Town Council racconta la stessa storia in poche righe scarne: Edward Bach, 1886-1936, Homeopath & spiritual writer, Lived in Cromer 1930-1934. Ho fotografato quella targa con la sensazione di toccare qualcosa che la città stessa fatica a ricordare — perché come nota lo stesso museo:

"He is little remembered locally, although his remedies are available in local shops" "È poco ricordato localmente, sebbene i suoi rimedi siano in vendita nei negozi del posto"

Camminando tra quelle strade tranquille, tra siepi ordinate e finestre a bovindo, è difficile immaginare che proprio qui — a poche centinaia di metri dal mare — si sia consumato uno degli episodi più citati di tutta la biografia di Bach.

III. Il pescatore, la tempesta, il Rescue Remedy

C'è un episodio che lega Cromer a Bach più di ogni altro, e che ho trovato raccontato — con qualche imprecisione editoriale che vale la pena spiegare — in un ritaglio del North Norfolk News dell'11 dicembre 2003, esposto al Bach Centre.

Cromer Lifeboat Station, la stazione operativa RNLI a terra
La Cromer Lifeboat Station oggi — la stazione operativa RNLI, distinta dal museo Henry Blogg

Il 13 dicembre 1933, la barca a vela Sepoy si incagliò a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Cromer, in una notte di tempesta. Il coxswain Henry Blogg — il soccorritore più decorato nella storia della RNLI — guidò l'equipaggio della scialuppa H.F. Bailey in uno dei salvataggi più drammatici mai avvenuti su questa costa, seguito da centinaia di persone sulla scogliera. Secondo quanto riporta Nora Weeks nella sua biografia di Bach (citata dall'articolo), il medico si unì ai soccorsi:

"He was delirious, foaming at the mouth, helpless and almost frozen" "Era delirante, con la schiuma alla bocca, indifeso e quasi congelato"
"Bach repeatedly moistened his lips with the Rescue Remedy" "Bach gli inumidì ripetutamente le labbra con il Rescue Remedy"

e l'uomo, poco dopo, "was sitting up and in his right mind, asking for a cigarette" — "era seduto, lucido, e chiedeva una sigaretta".

Il museo dedicato a Henry Blogg, che custodisce questa memoria, era chiuso per lavori quando siamo passate — una porta sbarrata su una storia che si intreccia silenziosamente con quella di Bach. Il suo nome è ricordato anche altrove in città: nella chiesa di St Peter and St Paul, la cui torre — la più alta fra tutte le chiese del Norfolk — un tempo guidava i naviganti prima della costruzione del faro attuale, un memoriale sotto la torre porta ancora il suo nome.

Torre gotica in pietra della chiesa di St Peter and St Paul a Cromer, la più alta del Norfolk
La torre di St Peter and St Paul, la più alta fra le chiese del Norfolk

Se il Sepoy racconta il Bach dell'azione — quello che si china su un corpo sfinito e agisce — c'è un altro Bach che avevo portato con me da prima di partire, quello che si racconta attraverso le parole di chi gli è stato accanto ogni giorno.

Le sette scoperte di Cromer secondo Nora Weeks

Nora Weeks fu l'assistente di Bach negli ultimi anni della sua vita, e la sua biografia — The Medical Discoveries of Edward Bach, Physician (C.W. Daniel, 1940) — resta l'unica fonte con descrizioni dirette del suo lavoro sul campo a Cromer. Bach vi arriva nell'agosto 1930, dopo un periodo in Galles, e comincia subito lo studio sistematico della flora e della tipologia umana.

È nell'autunno di quello stesso anno che scopre sette dei suoi rimedi. Weeks è precisa: "all these plants, except one, grew along the roads and in the fields around Cromer" — semplici fiori selvatici, non rarità botaniche. Agrimony lungo i margini dei campi. Chicory nei campi di mais in piena fioritura. Vervain ai piedi di un vecchio muro di pietra. Clematis, abbondante sulle siepi vicino alla città. Centaury nelle praterie costiere, vicino al mare. Scleranthus, l'ultimo della stagione, tra le stoppie di frumento a fine settembre — una pianta minuscola, con fiori verde perlato.

L'unica eccezione — l'unico dei dodici rimedi non presente allo stato selvatico in Inghilterra — è Cerato: Weeks racconta che Bach lo trovò in un giardino di un villaggio vicino al mare, una pianta ornamentale originaria del Tibet, e che chiese il permesso al proprietario prima di raccoglierne i fiori. Nessuna prova certa lo conferma, ma il candidato più probabile è Pleasaunce, la tenuta di Overstrand progettata da Edwin Lutyens nel 1899, dove Ceratostigma willmottianum cresce ancora oggi — proprio lì siamo passate, trovandola chiusa.

Felbrigg Hall vista da oltre il lago, Norfolk
Felbrigg Hall, vista da oltre il lago

Tre anni più tardi, nella primavera del 1933, Weeks lascia l'unica indicazione geografica precisa di tutto il periodo norfolkiano: i fiori di Oak furono raccolti — così scrive — da un gruppo di alberi cresciuti tra le rovine dell'antico accampamento romano di Felbrigg, vicino a Cromer. Non un singolo albero secolare, dunque, ma un boschetto sulle rovine del Roman Camp.

Di Bach uomo, più che ricercatore, resta la testimonianza di un amico pescatore, Jack Davies, riportata sempre da Weeks: "I liked him so much for the way he was always ready... rich or poor, it did not matter to him" — "Mi piaceva così tanto per come era sempre pronto ad aiutare... ricco o povero, per lui non faceva differenza." Anche Mary Tabor, altra collaboratrice di Mount Vernon, gli dedicò nel 1938 un romanzo "in deep gratitude for his living example" — "in profonda gratitudine per il suo esempio vivente."

Sette piante comuni, un giardino privato, un boschetto tra le rovine romane: un secolo dopo, quello stesso paesaggio era la mappa che avevo in tasca.

V. Camminare i rimedi

Il paesaggio botanico che Bach attraversava negli anni Trenta non è rimasto fermo in una teca. Cercarlo oggi significa camminare, guardare in basso più che in avanti, imparare a distinguere una foglia seghettata da una lobata — e accettare che non tutto, di quel paesaggio, sia sopravvissuto intatto.

Campo di grano vicino a Felbrigg, Norfolk
Verso Felbrigg, tra i campi di grano

Verso Felbrigg, tra i campi di grano e i margini del bosco, il Chicory era presente in abbondanza — grandi cespi di fiori blu a raggiera, aperti solo nelle ore più luminose della giornata. Il Great Wood custodisce querce (Oak) secolari in grande quantità — e solo dopo, tornando alle fonti, ho capito che non stavo cercando un albero singolo: Weeks scrive che i fiori vennero raccolti da un gruppo di alberi cresciuti tra le rovine dell'antico accampamento romano di Felbrigg, il Roman Camp. Se siamo passate esattamente da quel punto, resta da verificare — ma sapere ora che si trattava di un boschetto, non di un esemplare isolato, cambia il modo in cui cercarlo in un prossimo viaggio. Lo stesso bosco custodisce Holly, dalle foglie spinose e lucide, e Beech, riconoscibile dalla lamina liscia.

Fiore di Chicory, cicoria selvatica Chicory
Foglia di Oak, quercia comune Oak
Foglie di Holly, agrifoglio Holly
Ricci di Beech, faggio Beech

Tra querce e faggi ho fotografato anche un albero dai lunghi amenti color crema, con foglie lanceolate e seghettate — coerente con Sweet Chestnut, specie che il National Trust elenca ufficialmente tra gli alberi del Great Wood. La lucentezza della lamina, però, lascia aperta anche l'ipotesi di una varietà asiatica affine, spesso presente nei giardini storici inglesi accanto alla specie europea: non ho gli elementi per una determinazione certa di quel singolo esemplare, ma la presenza di Sweet Chestnut nel bosco resta un dato documentato, non un'ipotesi mia.

Amenti color crema e foglie di Sweet Chestnut, castagno
Sweet Chestnut, amenti e foglie lucide

Con quel castagno mi sono fermata più a lungo. Un esercizio semplice — centratura, avvicinamento rispettoso, contatto con il tronco — che appartiene più alla mia pratica personale che alla botanica in senso stretto, e che quindi racconto come tale, senza volerne fare una verità generale: ho percepito forza, radicamento. La mia compagna di viaggio ha fatto lo stesso esercizio, sullo stesso albero, e ne ha portato via un'esperienza diversa dalla mia.

Tra il faro e Overstrand, il Gorse cresceva ovunque, in tre stadi contemporanei sulla stessa pianta: fiori gialli ancora aperti, baccelli bruni già esplosi a spirale, la struttura spinosa sempreverde. Una conferma diretta, sul campo, del detto popolare secondo cui fiorisce quasi tutto l'anno sulla costa inglese. Poco distante, un tratto di Clematis non era ancora fiorito — e lo stesso si è ripetuto più nell'entroterra, in campagna: anche lì, non ancora in fiore.

Fiori gialli di Gorse, ginestrone Gorse
Foglie di Clematis non ancora fiorita Clematis
Fiori di Honeysuckle, caprifoglio Honeysuckle

A East Runton, dove le fonti storiche collocano la scoperta di Agrimony, Chicory e Scleranthus, il paesaggio agricolo — campi coltivati, siepi fitte, il crinale erboso verso il mare — è rimasto fedele a se stesso. Ma di Scleranthus non è comparsa traccia, in nessun campo, in nessun margine. Non è stata una sorpresa: i dati del Plant Atlas 2020 classificano questa specie come "Near Threatened" (quasi minacciata) nel Norfolk orientale — la sua assenza sul terreno è coerente con un declino già scritto nei database botanici.

Ogni pianta trovata era un riscontro sul campo. L'assenza di una pianta, però, non prova nulla da sola: non abbiamo setacciato ogni terreno, ogni margine, ogni stagione. Resta, più che una conferma o una smentita, una domanda aperta da riprendere.

VI. Il lungomare che cambia, il mare che resta

Cromer oggi non è la Cromer di Bach. Il lungomare — le case color pastello, il molo, il faro che si accende al tramonto — è cresciuto, è cambiato negli anni, e i campeggi per caravan che punteggiano la costa verso East Runton e oltre non esistevano certo negli anni Trenta. Eppure il tratto di costa tra il faro e Overstrand, con le scogliere modellate dai depositi glaciali del Cromer Till — datato alla glaciazione Angliana, circa 450.000 anni fa — resta lo stesso paesaggio in cui Bach, come racconta Nora Weeks, vagabondava per la campagna studiando ogni pianta, sedendosi accanto ad essa, osservandola in ogni fase della crescita, "in sunshine and in rain, in early morning and late evening" — "sotto il sole e sotto la pioggia, di prima mattina e a tarda sera" — scoprendo così sette dei suoi rimedi (camminandoci, era difficile non percepire la profondità del tempo racchiusa in quelle scogliere).

Più in profondità, in strati ancora precedenti — il Cromer Forest-bed, circa 700.000 anni fa, un tempo diverso dal Cromer Till e più antico — la stessa scogliera, poco più a ovest a West Runton, ha restituito nel 1990 l'85% dello scheletro di un mammut delle steppe: il più completo mai trovato in Gran Bretagna, oggi esposto in parte proprio al Cromer Museum. Secondo l'ente turistico ufficiale della zona, queste scogliere sono considerate tra i luoghi migliori del Regno Unito per lo studio della geologia glaciale. È la stessa costa che oggi porta il nome ufficiale di "Deep History Coast" — lo stesso che campeggiava, senza che allora ne cogliessi il significato, sul cartello della stazione di Cromer.

Cartello Welcome to Cromer, Gem of the Norfolk Coast
"Gem of the Norfolk Coast" — il cartello di benvenuto a Cromer

E Cromer, East Runton, Felbrigg Hall raccontano ancora, visivamente, un tempo che altrove sarebbe già scomparso.

Sedersi oggi al Red Lion dà l'impressione di entrare in uno dei luoghi che conservano ancora qualcosa dell'atmosfera della Cromer degli anni Trenta. È una sensazione che ho provato un po' in tutto il paese — nel modo in cui le persone del posto, quasi sempre a passeggio con i loro cani, si salutano per strada con una gentilezza che sembra appartenere a un'altra epoca. Salutavano anche noi, e noi ricambiavamo volentieri, sentendoci viste e accolte.

Sono tornata a casa con le foto, le citazioni verificate, le piante fotografate una per una. Ma la domanda che mi ha accompagnato per tutto il viaggio non riguardava più cosa avrei trovato — riguardava cosa fare, ora, di tutto quello che avevo trovato. Se non avessi iniziato questa ricerca, probabilmente Cromer sarebbe rimasta per me un nome letto nei libri. Oggi ha il colore delle scogliere, il profumo del mare, i sentieri che ho percorso a piedi. Il tempo a disposizione è stato breve — forse troppo breve. Ma niente vieta di tornare.

VII. Chiusura

È stata la prima cosa che ho cercato, appena arrivata in paese. La targa è piccola, blu, appesa a un muro di mattoni rossi in una strada residenziale come tante. Poche righe: un nome, due date, due parole — homeopath & spiritual writer ("omeopata e scrittore spirituale") — e gli anni esatti, 1930-1934. Nessuna folla, nessun cartello che indichi la strada per arrivarci. Solo questo cerchio di metallo, e la richiesta di cercare il resto altrove: "Find his story at Cromer Town Museum" — "Trova la sua storia al Cromer Town Museum."

Targa blu del Cromer Town Council dedicata a Edward Bach, in primo piano
La targa, fotografata di persona

Di quella targa esistono già fotografie in rete. Ma questa l'ho scattata io.

Articolo e fotografie di Tamara Macelloni — giugno 2026

Fonti principali

Fonti primarie

  • Nora Weeks, The Medical Discoveries of Edward Bach, Physician (1940; edizioni successive C.W. Daniel / Keats Publishing) — disponibile in prestito digitale controllato su Internet Archive (non download libero)
  • Mary Tabor, To Thine Own Self (C.W. Daniel Company, 1938) — testo integrale scaricabile gratuitamente da bachcentre.com
  • Cromer Museum, Guide n.19 — Dr Edward Bach, The Bach Flower Remedies, di Del Styan e Rochelle Mortimer Massingham
  • North Norfolk News, 11 dicembre 2003, "A gripping tale of heroism, drama and a healthy dose of Bach's Rescue Remedy", di Alex Hurrell
  • Tamara Macelloni, "Dalla Cina ai Rimedi di Bach: il viaggio di Cerato", newsametista.blogspot.com, marzo 2025

Fonti scientifiche

  • Plant Atlas 2020 / BSBI (Botanical Society of Britain and Ireland), vc28 East Norfolk — per lo stato di conservazione di Scleranthus annuus
  • Geological Society of London, "Cromer Glacio-tectonic Folds" (100 Great Geosites) — geolsoc.org.uk
  • Stuart, A.J. & Lister, A.M., "The West Runton Freshwater Bed and the West Runton Mammoth: Summary and conclusions", Quaternary International

Enti e istituzioni

  • National Trust, Felbrigg Hall, Gardens and Estate — nationaltrust.org.uk — mappa ufficiale scaricabile in PDF
  • Woodland Trust, Felbrigg Estate — Great Wood — woodlandtrust.org.uk
  • Visit North Norfolk, "Top Five Facts about the West Runton Mammoth on the Deep History Coast" — visitnorthnorfolk.com
  • Visit North Norfolk, "Deep History Coast" — visitnorthnorfolk.com/deep-history-coast
  • National Churches Trust / Exploring Norfolk Churches, "St Peter and St Paul's Church, Cromer"

Intrecci di Conoscenza

"Cercando Bach a Cromer" è il primo reportage di una serie dedicata ai luoghi, alle fonti e ai paesaggi legati alla vita e all'opera di Edward Bach.

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