Preparare una tintura madre dei Fiori di Bach non significa solo seguire un protocollo: significa osservare, aspettare, entrare in relazione con il ritmo della natura e comprendere da vicino uno dei gesti più essenziali lasciati da Edward Bach.
In questo articolo:
- Cosa significa preparare una tintura madre dei Fiori di Bach secondo il Metodo Originale
- Il contesto storico: Edward Bach, Nora Weeks e il libro sulle preparazioni
- Il metodo del sole passo per passo
- Cosa succede durante le tre ore di attesa
- Perché osservare le piante cambia il modo di comprendere i rimedi
Preparare i Fiori di Bach: quando il metodo è anche un gesto
Ci sono pratiche che si imparano leggendo, e pratiche che si comprendono solo facendole — o osservandole. La preparazione di una tintura madre dei Fiori di Bach secondo il Metodo Originale appartiene alla seconda categoria.
Non perché sia complicata. Bach ha cercato per tutta la vita la semplicità, e il protocollo che ha lasciato è accessibile, lineare, privo di strumenti sofisticati. Ma perché richiede qualcosa che non si trova nei manuali: la disponibilità a rallentare, a guardare con attenzione, a rispettare i tempi della natura invece di sostituirli con i nostri.
Ho preparato rimedi nella campagna toscana. Ho tenuto in mano una ciotola di vetro piena di fiori di Clematis appena raccolti. Ho aspettato tre ore vicino a una pianta di Chicory in fiore, osservando come la luce cambiava sull’acqua. E negli ultimi anni ho scoperto qualcosa che non mi aspettavo: preparare i rimedi mi interessava meno che imparare a vedere. Portare con me la macchina fotografica, fermarmi, riconoscere un rimedio nel suo ambiente naturale, osservarlo senza raccoglierlo.
Questo articolo nasce da quella transizione. È un testo sulla preparazione dei rimedi — con il protocollo preciso del metodo del sole — ma anche su qualcosa di più difficile da descrivere: cosa si apprende quando si entra in contatto diretto con le piante che Bach ha scelto.
Se vuoi approfondire chi era Edward Bach e cosa significa formarsi secondo il Metodo Originale, puoi leggere questo articolo: Studiare i Fiori di Bach secondo il Metodo Originale.
Il contesto storico: Edward Bach, Nora Weeks e un libro quasi introvabile
Il metodo di preparazione delle tinture madri dei Fiori di Bach non è mai stato segreto. Edward Bach voleva che fosse accessibile a tutti — scrisse esplicitamente che la natura è la fonte della guarigione, e che la conoscenza di come preparare i rimedi doveva essere disponibile a chiunque volesse usarla.
Fu per questo che Nora Weeks e Victor Bullen — i più stretti collaboratori di Bach a Mount Vernon, Sotwell, Oxfordshire — scrissero nel 1964 The Bach Flower Remedies: Illustrations & Preparations, il testo di riferimento sul protocollo originale di preparazione. Un libro che racconta come riconoscere le piante nel loro ambiente naturale, descrive i due metodi di preparazione — il metodo del sole e il metodo della bollitura — e fornisce indicazioni botaniche precise per ciascuno dei 38 rimedi floreali.
La storia editoriale di questo libro è significativa. Nel 1977, Nora Weeks diede istruzioni per ritirarlo dalla distribuzione. In una lettera al suo editore scrisse che il testo veniva usato per preparare rimedi da fiori sbagliati, in modi sbagliati, e venderli come Fiori di Bach originali. Dopo la sua morte nel 1978, una ristampa era già prevista — ma in rispetto della sua volontà, non fu mai pubblicata.
Il libro è stato successivamente reintrodotto in circolazione dal Bach Centre, con una prefazione di Judy Howard e John Ramsell — custodi del Bach Centre e trustees del Dr. Edward Bach Healing Trust — che spiega il contesto e ribadisce i principi fondamentali: identificare correttamente la pianta, prepararla nelle condizioni giuste, non usare fiori coltivati o da giardino ma solo fiori selvatici che crescono nel suolo che hanno scelto.
Una nota importante, che Nora Weeks sottolineava con forza: il libro era pensato originariamente per chi vive in Gran Bretagna, dove Bach trovò tutte le piante — con l’eccezione di Vine e Olive. Nelle sue parole: “We ask those living abroad not to prepare the Essences even if the flowers have the same Latin name for, due to the difference in soil and climate, they will not give the desired effect.“
Questa indicazione fa parte del contesto storico del metodo e va conosciuta. Come docente certificata dal Bach Centre, la riporto con precisione perché chi si avvicina a questa pratica merita informazioni complete, non versioni semplificate. Le tinture madri dei 38 rimedi floreali seguono il metodo storico tramandato dal Bach Centre e sono ancora oggi preparate a Mount Vernon, negli stessi luoghi che Bach identificò quando vi viveva.
Il metodo del sole passo per passo
Il Clematis — Clematis vitalba, la vitalba comune — è uno dei rimedi preparati con il metodo del sole. Fiorisce tra luglio e settembre, spesso lungo i bordi dei campi, sulle siepi, arrampicandosi su altri arbusti. I suoi piccoli fiori crema, con i lunghi stami, hanno una presenza discreta e diffusa nel paesaggio estivo della campagna italiana.
Il metodo del sole richiede pochi strumenti, ma ciascuno va preparato con cura.
Cosa serve
- Una ciotola di vetro sottile, liscio, non tagliato né da forno — della dimensione di una zuccheriera, capace di contenere circa mezzo pint d’acqua
- Un piccolo bricco di vetro o porcellana
- Una bottiglietta con contagocce da un’oncia, sterilizzata e riempita per metà di brandy, etichettata con il nome del rimedio e la dicitura “Tintura”
- Una bottiglietta da mezzo pint con acqua di sorgente o minerale, da portare sul campo se non c’è un ruscello pulito nelle vicinanze
La ciotola, il bricco e la bottiglietta vanno sterilizzati prima dell’uso: immersi in acqua fredda, portati a ebollizione delicatamente per venti minuti, poi asciugati con cura e avvolti in un panno pulito fino al momento dell’uso.
Il giorno della preparazione
Si sceglie un mattino soleggiato, senza nuvole, e si decide in anticipo il campo o il luogo dove la pianta cresce. Si arriva sul posto prima delle nove del mattino, portando con sé la ciotola, il bricco, la bottiglietta e l’acqua.
Si riempie la ciotola fino all’orlo con l’acqua del ruscello vicino — se c’è, pulita e non inquinata — o con l’acqua portata da casa.
Poi si raccolgono i fiori. Si prende una foglia larga, preferibilmente della stessa pianta, la si appoggia sul palmo della mano e si raccolgono le teste dei fiori appena sotto il calice, o le spighe fiorite, da quante piante o arbusti della stessa specie è possibile trovare. I fiori si fanno scivolare delicatamente sulla superficie dell’acqua nella ciotola, fino a coprire tutta la superficie in modo fitto, con i fiori che si sovrappongono ma ciascuno a contatto con l’acqua. Durante tutta questa operazione si evita di fare ombra sulla ciotola e di toccare l’acqua con le dita.
Si prende nota dell’ora e si lascia la ciotola in piena luce solare per tre ore.
Al termine, con un rametto della stessa pianta, si rimuovono i fiori dall’acqua evitando di toccarla con le mani. Si versa l’acqua così preparata nel bricco, e da lì si riempie la metà rimasta vuota della bottiglietta con il brandy. Si chiude bene il tappo.
La tintura madre viene tradizionalmente conservata con il brandy come conservante e, se mantenuta correttamente, può restare stabile per tempi molto lunghi. Da essa si preparano le stock bottles, aggiungendo due gocce a una bottiglietta sterilizzata da un’oncia riempita di brandy.
In sintesi: come si prepara una tintura madre con il metodo del sole
- Si sceglie una giornata soleggiata senza nuvole e si arriva sul posto prima delle nove
- Si posiziona la ciotola di vetro sul terreno vicino alle piante in fiore
- Si riempie d’acqua e si raccolgono i fiori con una foglia, senza toccare l’acqua con le dita
- Si lasciano galleggiare i fiori sulla superficie dell’acqua per tre ore in piena luce solare
- Si rimuovono i fiori con un rametto della stessa pianta e si versa l’acqua nella bottiglietta con il brandy
Una precisazione importante
Questo articolo ha finalità divulgative, storiche ed esperienziali. La preparazione dei Fiori di Bach secondo il Metodo Originale segue procedure specifiche tramandate dal Bach Centre. Le tinture madri ufficiali dei 38 rimedi floreali seguono il metodo storico tramandato dal Bach Centre UK. Osservare le piante in natura può essere un’esperienza di apprendimento significativa anche senza preparare rimedi.
L’esperienza: cosa succede mentre si aspetta
Quello che nessun protocollo descrive è cosa succede durante le tre ore di attesa.
Ricordo la prima volta che preparai il Clematis in un workshop insieme alle colleghe Ciarmatori, Torre e Lattari — eravamo le insegnanti, c’era un gruppo di studentesse presenti e attente. La preparazione era collettiva, guidata, con la concentrazione propria di un momento didattico. Funzionava bene, e c’era qualcosa di bello nella condivisione di quell’esperienza.
Ma la preparazione solitaria è diversa.
Quando si è soli vicino a una ciotola sul prato, senza nessuno a cui spiegare nulla, senza un programma da rispettare, succede qualcosa di più sottile. Il tempo rallenta in un modo che non è metaforico — è fisico. Si inizia ad ascoltare. I suoni del campo, il vento, gli insetti. Si osserva come la luce cambia sull’acqua durante le tre ore. Si nota quando passa una nuvola. Si diventa, in qualche modo, parte del paesaggio invece che osservatori esterni.
Non ho parole particolarmente preziose per descriverlo. Ma posso dire che quella qualità di attenzione — quieta, non forzata, aperta — è esattamente quello che Bach cercava di trasmettere quando parlava di semplicità. Non semplicità come assenza di complessità. Semplicità come capacità di essere presenti a ciò che è essenziale.
Nei corsi non insegno soltanto il protocollo: lavoriamo anche sull’osservazione delle piante, sul contesto storico e sul significato del Metodo Originale. Scopri i corsi disponibili su Spazio Ametista.
Osservare senza raccogliere: quello che ho imparato negli anni
Negli ultimi anni ho smesso di cercare di preparare rimedi ogni estate. Quello che faccio con sempre più piacere è camminare, riconoscere, fotografare.
Porto con me la macchina fotografica nelle camminate in campagna e in collina. Mi fermo quando riconosco un rimedio. Osservo come cresce — in quale suolo, con quali vicini, in quale momento della sua fioritura. Fotografo da vicino, da lontano, in controluce, nella luce diretta del mattino.

Il Chicory — Cichorium intybus, la cicoria selvatica — lo trovo spesso lungo i bordi delle strade di campagna, sui terreni incolti, ai margini dei campi coltivati. Il suo azzurro intenso, quasi elettrico nella luce del mattino estivo, è tra le piante più riconoscibili tra quelle descritte da Bach nei suoi 38 rimedi floreali. Fiorisce tra giugno e settembre, con i fiori che si aprono nelle prime ore del giorno e si chiudono nel pomeriggio.
Ho preparato il Chicory anni fa, con il metodo del sole. Ma quello che ho imparato osservandolo nelle camminate — la sua presenza nei luoghi di confine, ai margini, nei terreni abbandonati — mi dice qualcosa sul rimedio che nessun testo mi aveva mai detto in modo così diretto.
Questo è, secondo me, uno dei contributi più preziosi che la preparazione — e anche solo l’osservazione — delle piante può dare a chi lavora con i Fiori di Bach: non informazioni aggiuntive, ma un tipo diverso di conoscenza. Incorporata, contestualizzata, viva.
Cosa si impara anche senza preparare rimedi
Non tutti possono o vogliono preparare una tintura madre. Non è necessario per lavorare con i Fiori di Bach — i Rimedi in commercio seguono il metodo storico tramandato dal Bach Centre e sono distribuiti in tutto il mondo attraverso canali ufficiali.
Ma osservare le piante nel loro ambiente naturale è qualcosa che chiunque può fare, e che cambia il rapporto con i rimedi in modo profondo.
Fermarsi davanti a un cespuglio di Clematis in fiore — guardare come i piccoli fiori si aprono verso il sole, come la pianta si arrampica e si estende, come il bianco crema dei petali cambia con la luce — non è un esercizio mistico. È un atto di attenzione. Ed è esattamente il tipo di attenzione che Bach chiedeva a chi voleva usare i rimedi con consapevolezza: osservare la persona, non diagnosticarla. Ascoltare lo stato emotivo, senza etichettarlo né interpretarlo.
La natura, in questo senso, è una maestra molto concreta. Non perché “trasmetta energia” in senso vago, ma perché richiede presenza. Richiede che tu sia lì, ferma, in ascolto, senza fretta.
In breve
La preparazione dei Fiori di Bach secondo il Metodo Originale nasce da un protocollo storico semplice e preciso. Ma l’osservazione delle piante nel loro ambiente naturale può diventare anche un esercizio di attenzione, presenza e comprensione del pensiero di Bach, accessibile a tutti, indipendentemente dal fatto che si preparino o meno i rimedi.
Continua il percorso
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Domande frequenti
Posso preparare i Fiori di Bach in Italia?
Nora Weeks, nel testo The Bach Flower Remedies: Illustrations & Preparations (1964), raccomandava espressamente che chi vive fuori dalla Gran Bretagna non preparasse le essenze, anche se i fiori hanno lo stesso nome latino, a causa delle differenze di suolo e clima. Questa è la posizione storica del Bach Centre. Le tinture madri ufficiali sono ancora oggi preparate secondo il metodo storico tramandato dal Bach Centre — a Mount Vernon e in altri luoghi selezionati. Chi visita Mount Vernon può talvolta trovare le ciotole con i fiori in preparazione: un’esperienza che vale da sola il viaggio.
Detto questo, niente vieta di vivere l’esperienza della preparazione in prima persona — non con il fine di produrre Rimedi da assumere, ma come pratica di osservazione, presenza e contatto diretto con le piante. In questo senso, seguire il protocollo del metodo del sole può diventare un esercizio significativo, indipendentemente dall’uso che si fa dell’acqua preparata.
Quanto tempo devono restare i fiori al sole?
Secondo il protocollo di Nora Weeks e Victor Bullen, i fiori devono restare in piena luce solare per tre ore, a partire dal momento in cui vengono posati sulla superficie dell’acqua nella ciotola. L’orario ideale di inizio è prima delle nove del mattino, in una giornata senza nuvole.
Per preparare i rimedi servono strumenti particolari?
Per la preparazione della tintura madre servono: una ciotola di vetro sottile e liscio, un piccolo bricco di vetro o porcellana, una bottiglietta sterilizzata di dimensione adeguata, forbici o cesoie pulite per raccogliere i fiori, e acqua di sorgente o minerale. Tutti gli strumenti vanno sterilizzati prima dell’uso. Al termine delle tre ore di esposizione al sole, l’acqua della ciotola viene conservata diluendola al 50% con brandy — questa è la tintura madre.
Da essa si prepara il rimedio concentrato (chiamato anche stock bottle): si aggiungono 2 gocce di tintura madre in una bottiglietta da 30 ml riempita di brandy. Questa operazione può essere fatta anche a casa, con gli strumenti giusti e la tintura madre a disposizione.
La semplicità degli strumenti è coerente con la filosofia dell’intero Metodo Originale.
È necessario preparare i rimedi per studiare il Metodo Originale del Dr Bach?
No. La preparazione non è un requisito per studiare o lavorare con i Fiori di Bach. Per diventare consulenti secondo il Metodo Originale è sufficiente conoscere le descrizioni dei rimedi e saper lavorare con la persona. L’osservazione delle piante nel loro ambiente naturale — riconoscerle, fotografarle, seguirne la fioritura — è un approfondimento prezioso, ma non obbligatorio. Chi lo sceglie spesso scopre che arricchisce la comprensione del metodo in un modo difficile da ottenere solo attraverso lo studio teorico.
Riferimenti
Weeks, N. e Bullen, V. (1964). The Bach Flower Remedies: Illustrations & Preparations. C.W. Daniel Company, Saffron Walden. Edizione corrente con prefazione di Judy Howard e John Ramsell, custodi del Bach Centre.
Bach, E. (1936). The Twelve Healers and Other Remedies. Disponibile gratuitamente sul sito del Bach Centre: www.bachcentre.com
Bach Centre UK: www.bachcentre.com